3.7.08

La libreria non fa l'uomo dotto...

Lavorare in una libreria è sempre stato uno dei miei 34.945 sogni di sempre, posizionato esattamente fra “Fare l'assistente di regia per i Monty Python” e “Fare il tecnico del suono per Frank Zappa”. Quando andai a vivere per un anno in quella famosa città con dentro un altro stato mi ritrovai da un giorno all'altro a lavorare per una libreria gestita da un gruppo di personaggi che avevano a che fare con i libri e con la cultura in generale tanto quanto una pietra lavica ha a che fare con l'alimentazione per i neonati.

Per la serie di scene al limite della follia anche questo lavoro rientra di diritto nella categoria dei lavori assurdi che ho avuto modo di sperimentare nella mia vita.

Il proprietario, un vetusto bisonte la cui capacità di lettura arrancava perfino sui titoli della “Gazzetta dello Sport”, era ufficialmente un imbecille. I primi sospetti in merito mi colsero un fresco pomeriggio primaverile quando, ad appena una settimana dal mio ingaggio, entrò una simpatica signora che ebbe la sventurata idea di chiedere al Bisonte alcune informazioni. Sventurato inoltre fui io che mi ritrovai lì accanto proprio in quei frangenti.

Signora: “Mi scusi? Sto cercando Amrita. Sa indicarmi lo scaffale?”
Bisonte: “Eh?”
Signora: “Amrita. Sto cercando Amrita, il libro della Yoshimoto”
Bisonte: “Cosa cerca?”
Signora: “Amrita. Banana Yoshimoto…”
Bisonte: “Ahaha! Ma che te me sta a pija per culo? Banane? Il fruttivendolo è più avanti!”
Signora: “…”

Disgraziamente a quel punto decisi di intervenire per soccorrere la poveretta che già si chiedeva se per caso non avesse chiesto a un cliente più che al proprietario della libreria, forse sviata dal fatto che il Bisonte stesse sistemando alcuni libri sugli scaffali reggendo una cartelletta con una lista di libri! Che sciocca…

Bruko: “Guardi, i libri della Yoshimoto li trova tutti su quello scaffale lì in alto.”
Signora: “Ah, grazie.”

E a quel punto, dopo aver collegato le sinapsi ed essersi reso conto che un suo dipendente lo aveva scavalcato in quel così complesso compito di aiutare una cliente, il Bestio si girò verso di me con occhi infuocati.

Bisonte: “Come cazzo ti permetti di parlare quando sto parlando con una cliente, eh?!”
Bruko: “…”
Bisonte: “Guarda che io questo lavoro lo faccio da quarant’anni! Tu occupati di pulire e sistemare i libri! La clientela non deve neanche vederti! Capito!?”
Bruko: “Certo. Vado subito a sistemare i libri della Yoshimoto.”
Bisonte: “Ecco, bravo. Vai vai, prima che ti sbatto fuori.”

Fortunatamente anche la comprensione del più bieco e greve sarcasmo gli era negata e così, fra il perplesso e il divertito, tornai ai miei impieghi. Lontano dalla clientela; ma il destino baro e cinico mi era avverso quel giorno e la signora pensò bene di riavvicinarsi a me e chiedere lumi, nonostante la mia fuga per tutta la libreria affinchè non entrassi in contatto con la clientela!

Signora: “Scusi ma quello è il proprietario?”
Bruko: “Ebbene si.”
Signora: “Incredibile… Avere una libreria e non conoscere la Yoshimoto: è assurdo!”
Bruko: “E provi a chiedergli dove può trovare Le memorie di Adriano. Vedrà che risate!”
Signora: “Vado subito!”
Bruko: “No, aspetti! Stavo scherzan…”

Ma era già andata, con quel suo piglio indignato, decisa a fare qualcosa che sarebbe rimasto negli annali della mia personale mitologia. Con le mani sulle guance e la bocca spalancata alla Kevin in posa munchiana mi avvicinai per sentire cosa sarebbe accaduto.

Signora: “Mi perdoni. Saprebbe indicarmi dove posso trovare Le memorie di Adriano?”
Bisonte: “…”
Signora: “…”
Bisonte: “Come?”
Signora: “Sto cercando… Le memorie di Adriano.”
Bisonte: “Ehm…”

Il Bisonte se ne andò via confuso e spaesato, trotterellando verso il computer. Quando la signora lo raggiunse lo trovò intento a scorrere il database della libreria.

Bisonte: “Le memorie di Adriano… Dunque… Dunque… Ma… Signora, io non trovo nessun libro che si chiama Le memorie. E poi questo Adriano non ha un cognome?”
Signora: “Lei è un ignorante!”
Bisonte: “Ma…”
Signora: “Lei è un inetto! E’ vergognoso che lei possieda una libreria, luogo del sapere, e non conosca nulla! Dovrebbe andare a zappare la terra e anche lì si troverebbe senz’altro fra persone infinitamente più acculturate, intelligenti e sapienti di lei!”
Bisonte: “…”
Signora: “Le consiglio vivamente di vendere tutto, iscriversi nuovamente alle scuole di primo grado e cominciare a ricevere un’istruzione come si deve!”

Dopodichè questa valchiria fiammeggiante, questa eroina che già sognavo al mio fianco per tutta la vita se ne andò via lasciando il povero Bisonte in uno stato di inebetimento e di dislocazione mentale. Non so quanto rimasi in estasi ad osservare la porta attraverso la quale quello splendido angelo vendicatore della cultura era andato via. Ricordo solo che fui bruscamente risvegliato da un elegante locuzione del Bisonte che mi ordinò di tornare al mio lavoro.

Chè lui aveva bisogno di cercare sul dizionario “sapiente”.
Sempre ammesso che sapesse dove fossero i dizionari.
E come fossero fatti.

Pensate che una volta si lamentò del fatto che i dizionari erano decisamente troppo voluminosi e che se avesse potuto mettere mano alla creazione di uno di essi l’avrebbe senz’altro ridotto della metà, "in fondo le parole necessarie sono davvero poche" (sic).

Ma questa è un’altra storia.

Continua…

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Hmmm... sai che nella medesima Eterna Città, un tempo, visse (e forse vive ancora) un buffo libraio che, di fronte alla richiesta di una studentessa di Arabo "Scusi, avete il dizionario di Lingua Araba di Traini?" rispose "Guardi, ad avercelo, ce l'ho... solo che glieli sto rimandando tutti indietro perchè sono stati rilegati tutti al contrario"... dico, tu LI VENDI... potresti avere per lo meno un'idea, per lo meno, di come siano dei libri in Arabo? Non so, tipo che siccome si scrive da destra verso sinistra magari sono anche rilegati dal margine destro... mah?! Vado a consolarmi leggendo le "smemorie di Adriano"... il calciatore, no?

Anonimo ha detto...

un'"elegante locuzione".. chissà perchè ma scommetto che non era una di quelle locuzioni che senti dire in chiesa..
comunque proprio coglione il Bestione! i datori di lavoro lo sono quasi sempre, vero? soprattutto quando si lavora sotto di loro.

Anonimo ha detto...

Voglio l'indirizzo, ho giusto bisogno di un po' di cabaret ;D

Brukoniglio ha detto...

@Davenfort: Niente male anche il libraio che conosci! Purtroppo alcune librerie sono gestite da chi vede nel libro solo un profitto e di conseguenza la cultura personale è decisamente un optional.

@Faina: Devo dire che il Bestio di quella libreria è un caso raro, direi l'unico, nella sfilza di datori sotto cui ho lavorato. Forse fin'ora sono stato fortunato.

@Aerin: Ok, in cambio voglio i due nomi! :D

Anonimo ha detto...

mi sono sempre chieso come facciano a ricordarsi le posizioni di tutti i libri.... non è cosa per me....

Brukoniglio ha detto...

@Norgio: C'è un'antica tecnica buddista che viene rivelata solo ai librai. La insegnano anche ai commessi dei supermercati ma solo pochi eletti riescono a padroneggiarla perfettamente.

Anonimo ha detto...

Adriano non era fratello di Banana?

Brukoniglio ha detto...

@Luca: Bravo. Infatti nelle "Memorie" viene finalmente spiegato l'incredibile intreccio familiare che accomuna tutti i personaggi di questo post; un pò come a Paperopoli.